L’immigrazione straniera in Italia nel periodo repubblicano

Dettagli

Autore
Giulio Argenio
Data
3/2/2026
Tipologia
Ricostruzione storica
Testata
Conclusioni
Pagina
no
Periodo
Secondo Novecento
Area Tematica
Profilo storico

Articolo:

L’immigrazione straniera in Italia nel periodo repubblicano

 

Conclusioni

Una sommaria ricognizione come questa, pur nella sua inevitabile parzialità, può forse contribuire a focalizzare e a storicizzare almeno un nodo che risulta fondante per la strutturazione del discorso pubblico sulle persone migranti.

Scegliendo un’ottica che considera anche i decenni precedenti agli anni Ottanta, appare infatti notevole la continuità nell’attribuire alla persona straniera una forte valenza politico-simbolica, che ritrovava nei motivi dello spostamento alcuni caratteri del paese ospitante. Nello scrivere sulla mobilità delle persone i quotidiani attivavano una dialettica che permetteva potenzialmente ai lettori di riconoscere la propria identità nazionale in chi ne era escluso. I rifugiati provenienti da regimi dittatoriali incarnavano la libertà e il suo esercizio in quanto valore fondante dell’ordine occidentale, mentre i flussi provenienti dall’Africa, ricondotti esclusivamente a ragioni economiche, certificavano il raggiungimento di un benessere desiderabile da oltre i confini nazionali. Le descrizioni giornalistiche esaminate restituiscono così il rifugiato come soggetto che aspirava alla libertà e i paesi del blocco occidentale come spazio, non solo geografico, per la realizzazione di questo desiderio. Similmente, l’esercizio giornalistico tratteggiava il migrante come desideroso di una ricchezza che il paese d’arrivo poteva promettere, simbolo di uno “sviluppo” finalmente giunto a compimento.

Il godimento della libertà, il cui esercizio dovrebbe rappresentare la realizzazione massima dell’ordinamento democratico, non fu però quasi mai completo, ostacolato dalla dura realtà del controllo burocratico e dalla costrizione in campi e strutture d’accoglienza, così come mai interamente garantita fu l’acquisizione di uno status economico parificato. L’arrivo di persone di provenienza estera evidenzia dunque anche pregi e difetti della comunità nazionale, del suo governo e dei suoi cittadini. Nella continua elaborazione di un’idea nazionale da fornire ai diversi pubblici il quotidiano a grande tiratura trovava quindi un principio attorno a cui organizzare notizie, commenti, inchieste e editoriali.